Lotto N. 130
Bottega dei Della Robbia (Marco Della Robbia?)
Stemma gentilizio con tenaglie e bue nero entro ghirlanda di frutti e foglie
1510/1520 circa
medaglione circolare in terracotta invetriata e dipinta nei toni dell'azzurro, del giallo, del manganese, del nero e del verde; lo stemma gentilizio è iscritto in un elegante scudo sagomato tra nastri sinuosi, circondato da una rigogliosa ghirlanda di fiori e frutti in cui si riconoscono mele cotogne, fichi, melagrane, cetrioli, limoni alternati a fiori di convolvolo blu e piccole spighe; si presenta montato in una cornice modanata in noce lumeggiata in oro, con grande probabilità realizzata da Giò Ponti che disegnò gli arredi di Villa Vittoria (ex Villino Strozzi, ora Palazzo dei Congressi), dal 1931 dimora del noto collezionista e antiquario Alessandro Contini Bonacossi, alcuni difetti e piccole mancanze
diam cm 43
Provenienza: Collezione Pisa / Collezione Contini Bonacossi Firenze
Cfr: Catalogue de la Collection Pisa. Milan: 1937, II tav CXLI
L'opera è corredata da certificato di libera circolazione.
L’importante stemma qui proposto è senz’altro ascrivibile alla
fiorente bottega dei Della Robbia, rivelando particolari tangenze
con la produzione di Giovanni, figlio di Andrea, che prese le redini
della bottega alla morte del padre nel 1525. Tuttavia, ad uno
sguardo più attento non possiamo non notare la particolare forma
del blasone, l’invetriatura più densa, ma dalla policromia in parte
meno vivace, lo stile più dinamico e pulsante della naturalistica
ghirlanda, che si definirebbe quasi irrequieto ed al tempo stesso più
popolare e talora meno ricercato: tutti dettagli questi che, a nostro
avviso, possono identificare il realizzatore della maiolica in Marco
della Robbia il Giovane, fratello di Giovanni, nato nel 1468 e
morto, probabilmente a Montecassiano, dopo il 1532, meglio
conosciuto come Fra’ Mattia per aver preso i voti, nel 1496, presso
il Convento domenicano di San Marco, dove continuò la sua attività
artistica volta soprattutto alla creazione di opere devozionali, come
giustamente nota G. Gentilini, I Della Robbia. La scultura
invetriata nel Rinascimento, Firenze 1992, pp. 372-375. In
particolare, possiamo segnalare che il nostro stemma appare
stlisticamente prossimo a quello della famiglia Bonsi della Ruota,
proveniente anch’esso dalla Collezione Contini-Bonaccossi e
giustamente riferito a Marco della Robbia il Giovane (S. Dionigi (a cura di), Stemmi robbiani in Italia e nel mondo. Per un catalogo araldico, storico e artistico, Firenze 2014, p. 163, no. 126).
Cfr: Catalogue de la Collection Pisa. Milan: 1937, II tav CXLI
L'opera è corredata da certificato di libera circolazione.
L’importante stemma qui proposto è senz’altro ascrivibile alla
fiorente bottega dei Della Robbia, rivelando particolari tangenze
con la produzione di Giovanni, figlio di Andrea, che prese le redini
della bottega alla morte del padre nel 1525. Tuttavia, ad uno
sguardo più attento non possiamo non notare la particolare forma
del blasone, l’invetriatura più densa, ma dalla policromia in parte
meno vivace, lo stile più dinamico e pulsante della naturalistica
ghirlanda, che si definirebbe quasi irrequieto ed al tempo stesso più
popolare e talora meno ricercato: tutti dettagli questi che, a nostro
avviso, possono identificare il realizzatore della maiolica in Marco
della Robbia il Giovane, fratello di Giovanni, nato nel 1468 e
morto, probabilmente a Montecassiano, dopo il 1532, meglio
conosciuto come Fra’ Mattia per aver preso i voti, nel 1496, presso
il Convento domenicano di San Marco, dove continuò la sua attività
artistica volta soprattutto alla creazione di opere devozionali, come
giustamente nota G. Gentilini, I Della Robbia. La scultura
invetriata nel Rinascimento, Firenze 1992, pp. 372-375. In
particolare, possiamo segnalare che il nostro stemma appare
stlisticamente prossimo a quello della famiglia Bonsi della Ruota,
proveniente anch’esso dalla Collezione Contini-Bonaccossi e
giustamente riferito a Marco della Robbia il Giovane (S. Dionigi (a cura di), Stemmi robbiani in Italia e nel mondo. Per un catalogo araldico, storico e artistico, Firenze 2014, p. 163, no. 126).
€ 20.000,00 / 25.000,00
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